Elena svela la sua prima sborrata anale


Elena, ventiquattro anni, santerella
Mi sono sempre considerata una ragazza a cui piace il sesso ma con dei principi da non tradire e dei limiti da non superare, invece, dopo quello che mi è accaduto la scorsa settimana, sento che sto cambiando e si sta capovolgendo anche il mio modo di vivere la mia sessualità: credo proprio di essermi liberata dalle catene che mi impedivano di godere pienamente una sana scopata, e tutto questo grazie a Gianluca, responsabile di quello che mi piace battezzare il mio svezzamento anale.
Non avevo mai provato questo tipo di piacere, in quanto lo ritenevo volgare e poco rispettoso delle donne, inoltre avevo paura che fosse doloroso, per cui tutte le volte che Federico, il ragazzo con cui sto da ormai quattro anni, ovvero dal primo anno di università, me lo proponeva io rifiutavo, risoluta e indignata. Ora, capisco che forse il vero motivo per il quale non mi sono mai concessa del tutto a lui è la mancanza di qualsiasi alchimia sessuale, cosa che invece con Gianluca c’è stata dal primo momento in cui ci sfiorammo.

Un nuovo amico
Conobbi Gianluca circa due mesi fa, alla prima lezione di un corso di specializzazione che avevo deciso di seguire da sola, dal momento che a Federico ne interessava un altro; era la prima volta, da quando ero impegnata, che mi ritrovavo sola, non conoscendo nessuno tra i banchi dell’università, perciò quando Gianluca, sedutosi alla mia destra, mi rivolse un timido sorriso, ricambiai con calore e iniziammo quasi subito a fare amicizia; lui, alto, magro, dalla carnagione pallida, la barba incolta e una folta zazzera di capelli ricci, era esattamente l’opposto di Federico e quando, dopo qualche settimana, mi invitò per un aperitivo in un bar del centro, non vedendoci nulla di male, accettai divertita; non avevo la minima idea che quella sarebbe stata la sera in cui sarebbe avvenuta la mia deflorazione anale.

Una nuova, insospettabile, me
Quello che doveva essere un semplice spritz in compagnia, si trasformò ben presto in una serata in cui i calici si susseguirono senza sosta e l’alcol mi fece conoscere un Gianluca diverso da come me lo immaginavo, più spavaldo e malizioso; devo dire che anche io mi ero lasciata molto andare, tanto che, quando mi propose di salire da lui, facendomi capire chiaramente quali erano le sue intenzioni, mi stupii di sentirmi accettare senza esitazioni.
Non ebbi nemmeno il tempo di chiudermi alla spalle la porta del suo alloggio, che mi fu addosso, come una furia; io non feci nulla per respingerlo, anzi, mi aggrappai al suo corpo con forza e gli infilai prepotentemente la lingua in bocca, iniziando a strusciarmi contro di lui.
D’un tratto, mi spinse con decisione in ginocchio e mi ritrovai davanti a una verga davvero enorme, lunga ma soprattutto larga, culminante in una cappella enorme, che mi affrettai a cacciarmi in gola. Gianluca iniziò così a scoparmi letteralmente la bocca, tenendomi il viso tra le mani e spingendo quanto più poteva il membro in fondo, fino a quando riuscii a liberarmi della sua presa e lo feci stendere sul divano; tolti gli ultimi vestiti, presi a cavalcarlo, sentendomi il suo cazzo fin dentro la pancia e continuando a saltargli sopra con una furia mai provata prima, mentre lui giocava con le mie tette, prendendole di tanto in tanto a schiaffetti.
Dopo qualche minuto, mi cinse la schiena e si sollevò, con me ancora attaccata, rivelando una forza inaspettata, per poi mettermi sotto; tenendomi con una sola mano per le caviglie unite e facendomi flettere le gambe fino a farmi arrivare le mie ginocchia sulla labbra, fece scivolare nuovamente il suo enorme membro dentro la mia passera, per poi ritrarlo e mettermi la cappella sul mio ano: non ci pensai un attimo e, tenendomi le natiche ben separate con le mani, gli feci un sorrisetto e lo incitai a procedere.
Ero completamente bagnata e la sua verga non trovò molta difficoltà nell’entrare, penetrando fino al fondo: quello che provai non sono in grado di raccontarlo, tanto forte era il godimento e intense le sensazioni; non riuscii a trattenere una serie di gemiti di piacere fortissimo, mentre Gianluca aumentava il ritmo e, al contempo, si mise a giocare con il mio clitoride, usando le sue sapienti dita.
Mi sentivo una vera porca a farmi scopare in quel modo, sentendomi completamente sottomessa a lui: in breve, raggiunsi un orgasmo come mai ne avevo provati, proprio mentre Gianluca raggiunse il suo, venendomi dentro il culo e facendomi sentire il suo getto caldo e copioso dentro di me.
Se penso a quante volte io abbia rifiutato il sesso anale, che idea sbagliata ne avessi e quanto piacere mi sia negata, ancora oggi mi dò della stupida, ma ora le cose sono cambiate: con Federico sento di essere diventata più disinibita e di riuscire a godere meglio una buona scopata, anche se, quando avrò di nuovo voglia di qualche giochetto anale, so già che chiederò a Gianluca di vederci per un aperitivo, proprio come quello della scorsa settimana.

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